ADOI

Quaderni della Società Italiana di MEDICINA TROPICALE e SALUTE GLOBALE – STRONGILOIDOSI: RACCOMANDAZIONI PER LA GESTIONE CLINICA IN ITALIA

INTRODUZIONE

Strongyloides stercoralis è un nematode ampiamente diffuso a livello mondiale (fig. 1).
Una recente revisione di letteratura ha stimato la prevalenza globale dell’infezione al 8.1% (95% CI: 4.2–12.4%) con 613.9 (95% CI: 313.1–910.1) milioni di persone infette (1). La prevalenza nelle aree tropicali e subtropicali può superare il 20%, mentre è meno nota la prevalenza in zone temperate come l’Europa mediterranea, compresa l’Italia, dove la maggior parte dei casi autoctoni è a carico di individui che hanno acquisito l’infezione nel periodo ante-bellico, mentre attualmente la trasmissione è rara (fig. 2). Uno studio multicentrico caso-controllo condotto in Italia nel 2013–2014 (2) ha stimato una prevalenza di infezione in italiani senza storia significativa di viaggi all’estero e nati prima del 1952 dell’8% in presenza di eosinofilia e dell’1% in assenza di eosinofilia. La difficoltà nel definire l’esatta prevalenza globale dell’infezione è dovuta principalmente al fatto che i metodi diagnostici comunemente impiegati per la diagnosi delle parassitosi intestinali sono dotati di scarsa sensibilità per S. stercoralis.

La trasmissione avviene tramite la penetrazione della cute integra da parte delle larve filariformi (L3), di solito camminando a piedi nudi in terreni contaminati da feci umane (fig. 3). La discussione sulla possibilità che esista un reservoir animale per S. stercoralis non è ancora del tutto risolta e ad oggi il cane risulta essere il maggiore indiziato (3, 4). Sebbene molto rari, sono stati segnalati anche casi a verosimile trasmissione sessuale (5).

I sintomi e segni, se presenti, sono spesso fluttuanti nel tempo. Gli apparati più comunemente coinvolti sono cute, apparato gastrointestinale e respiratorio, ma il soggetto immunocompromesso può invece andare incontro ad infezioni disseminate con elevata mortalità.

Più raramente la strongiloidosi può essere causata da altre specie di Strongyloides capaci di infettare l’uomo e i primati non umani: S. fuelleborni subsp. kellyi, responsabile di infezione nella popolazione infantile in Papua Nuova Guinea con supposta trasmissione verticale tramite l’allattamento, e S. fuelleborni subsp. fuelleborni, che infetta soprattutto i primati non umani dell’Africa sub-sahariana (6).

La potenziale lunga persistenza del parassita nell’ospite infettato (decenni), l’alta mortalità delle forme disseminate nei pazienti immunocompromessi, i flussi migratori e la crescente mobilità internazionale giustificano ampiamente la necessità di conferire nuova attenzione a questa infezione, attualmente annoverata nell’elenco delle patologie infettive neglette.

COORDINATORI

Dott.ssa Giulia Gardini


PANEL SIMET

• Dott. Zeno Bisoffi, Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali e Microbiologia, IRCCS Sacro Cuore Don Calabria, Verona
• Dott.ssa Annarita Botta, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università di Firenze
• Dott.ssa Dora Buonfrate, Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali e Microbiologia, IRCCS Sacro Cuore Don Calabria, Verona
• Dott.ssa Nicoletta di Lauria, SOD Malattie Infettive e Tropicali, Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, Firenze
• Dott. Giovanni Gaiera, UOC Malattie Infettive, IRCCS Ospedale San Raffaele, Milano
• Dott.ssa Giulia Gardini, Università di Brescia, ASST Spedali Civili di Brescia, UOC Malattie Infettive e Tropicali; Divisione di Malattie Infettive, Ospedale centrale di Bolzano
• Dott.ssa Maria Letizia Giancola, Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, IRCCS, Roma
• Dott. Maurizio Gulletta, SSD Malattie Infettive ad Indirizzo Tropicale, ASST Spedali Civili di Brescia
• Dott.ssa Natalia Gregori, Università di Brescia, ASST Spedali Civili di Brescia, UOC Malattie Infettive e Tropicali
• Dott.ssa Valentina Dianora Mangano, Dipartimento di Ricerca Traslazionale e Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, Università di Pisa
• Dott.ssa Valentina Marchese, ASST Spedali Civili di Brescia; Department of Infectious Diseases Epidemiology, Bernhard-Nocht-Institut für Tropenmedizin, Hamburg, Germania
• Dott. Marco Prato, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, Negrar, Verona; Dipartimento di Ricerca Traslazionale e Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, Università di Pisa
• Dott.ssa Marta Tilli, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università di Firenze
• Dott.ssa Lina Rachele Tomasoni, ASST Spedali Civili di Brescia, SSD Malattie Infettive ad Indirizzo Tropicale
• Prof. Lorenzo Zammarchi, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università degli studi di Firenze; SOD Malattie Infettive e Tropicali, Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, Firenze


CON IL CONTRIBUTO E LA REVISIONE

Società Scientifiche

• Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), Prof. Spinello Antinori, Prof. Claudio Mastroianni (Presidente)
• Comitato di studio della parassitologia (CoSP) dell’Associazione dei Microbiologi clinici Italiani (AMCLI), coordinatore Dott. Annibale Raglio
• Società Italiana di Parassitologia (SoIPa), Prof. Fabrizio Bruschi (Presidente), Dott. Stefano D’Amelio, Dott.ssa Simonetta Mattiucci
• Associazione Dermatologi Italiani (ADOI), Dott. Cesare Massone
• Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST), Dott. Cesare Massone
• Società Italiana di Malattie Infettive Pediatriche (SITIP), Dott. Guido Castelli Gattinara, Dott.ssa Elisabetta Venturini
• Società Italiana di Pediatria (SIP), Prof.ssa Luisa Galli, Dott.ssa Sara Sollai
• Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (SIGE), Prof. Andrea Galli, Dott. Gabriele Dragoni
• Società di Immunologia, Immunologia Clinica e Allergologia (SIICA), Prof. Francesco Liotta
• Società Italiana di Reumatologia (SIR), Prof. Marco Matucci-Cerinic, Prof. Roberto Caporali
• Società di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), Dott. Claudio Cricelli (Presidente)


ESPERTI

• Dott. Antonio Montresor, Department of Control of Neglected Tropical Diseases, World Health Organization, Ginevra, Svizzera
• Prof. Paolo Antonio Grossi, Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Università degli studi dell’Insubria


CON IL PATROCINIO DI

• Italian Network for Neglected Tropical Diseases (IN-NTD)
• Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà (INMP)


EDITO A CURA DELLA

Società Italiana di Medicina Tropicale e Salute Globale (SIMET)

Scarica il documento ufficiale

QUADERNO_8_2023